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Recensione Eee PC 701

Una prova su strada dell’Asus EEE PC 4G

Two ‘mature’ eastern users enjoy the EEEPC experienceAvrete sicuramente sentito dire (o constatato di persona) come sia già diventato quasi impossibile, a pochi mesi dal lancio, comprare un EEE PC (alias E3 PC), e quasi sicuramente siete direttamente interessati all’acquisto di un modello di questo rivoluzionario subnotebook avendone letto o ascoltato i giudizi entusiasti o addirittura visto da vicino e provato le sue interessanti caratteristiche.
Ma cosa rende tanto speciale l’Asus EEE PC? E come mai sto parlando di una ‘rivoluzione’?
Diciamo che sono stato abbastanza fortunato da ricevere e provare in quanto giornalista informatico, questa meraviglia digitale (più precisamente il modello 4G dell’EEE PC 701) per un paio di settimane, grazie all’agenzia stampa italiana di Asus, e ho deciso di scrivere e pubblicare un articolo per la prima volta senza alcuna retribuzione e commissione.
Non solo, l’articolo che state per leggere è diverso da qualsiasi altro finora scritto sul Web (e credo anche sulle riviste) ed è anche il primo che sarà ospitato su questo sito, un sito dedicato interamente al fantastico Asus EEE PC.
Armandomi di coraggio mi sono persino dedicato a scrivere la stessa recensione in inglese prima che in italiano, in modo che un maggior numero di persone potesse leggerla grazie all’internazionalità di tale lingua, alla capillarità di Internet e alla facilità con cui è possibile pubblicare pagine di contenuti sul Web.
Anzi, come avete visto sono rimasto tanto colpito dopo le due settimane di uso quotidiano e sperimentazione ’su strada’ dell’EEE PC che la realizzazione di un sito/blog dedicato è stata la naturale conseguenza di tale prova. Se considerate che da divulgatore e giornalista informatico ho provato e usato ogni sorta di notebook, subnotebooks, tablet PC e PDA dai tempi dell’Olivetti Quaderno, sono sicuro che cominciate già a intuire le reali potenzialità dell’Asus EEE PC. A proposito, quest’articolo è stato interamente scritto, nella versione originale inglese, sull’EEE PC il giorno prima che Asus se lo riprendesse tramite corriere, lasciandomi con un grande senso di vuoto e nostalgia (parlerei quasi di inizio di una crisi d’astinenza) per l’addio, anzi arrivederci, al piccolo e adorabile mostro digitale che si è dimostrato un perfetto compagno e strumento di produttività di cui ho imparato ad apprezzare rapidamente le doti.
Continuate a leggere, quindi, e scoprirete le virtù (ma anche i difetti) del portatile più ricercato e discusso del 2008 (almeno finora).

EEE PC come primo subnotebook economico della storia informatica
Forse usate già (o avete usato) un portatile, o addirittura un PDA e, come me, non volete o potete più spendere cifre folli per acquistare un subnotebook. Oppure avete semplicemente desiderato di poter utilizzare un computer dalle dimensioni contenute ma abbastanza potente, ma i vostri sogni sono stati cancellati da fasce di prezzo che generalmente sono a tre zeri, tanto in dollari quanto in euro.
Certo, i palmari (o PDA, Personal Digital Assistant) possono rappresentare una soluzione per chi vuole passare da una tastiera solida su cui digitare a un dispositivo con schermo tattile e stilo, ma i sacrifici in termini di schermo, memoria, sistema di input e flessibilità del software e interfaccia utente non hanno mai permesso a questa tecnologia di conquistare la maggior parte degli utenti di computer portatili, che spesso non sono disposti a investire cifre equivalenti al doppio o al triplo del prezzo di un cellulare per l’acquisto un PDA-phone.
La storia del personal computer è caratterizzata dalla costante ricerca di soluzioni ‘portatili’, sin dai tempi dell’Osborne 1 o dell’Apple IIc, e si era giunti ai primi, timidi, traguardi in tal senso con macchine come il Cambridge z88 e successivamente il famigerato Olivetti M10 e il suo successore Olivetti Quaderno, portatili allora molto compatti e dotati di schermo LCD monocromatico, probabilmente arrivati troppo in anticipo sui tempi perdendo così la scommessa su una reale diffusione dei computer portatili.
FlyBook, a feature-rich but expensive subnotebook from taiwanese company Dialogue Nel corso dell’ultimo decennio l’onda è stata cavalcata da famose marche di portatili come Toshiba con il suo Libretto o Sony con il suo Vaio, mentre altri hanno tentato di percorrere un sentiero più rischioso con i Tablet PC e altri modelli ‘convertibili’ basati su display sensibile al tocco.
Quest’ultima stirpe ha sicuramente il suo rappresentante più noto nel FlyBook, un subnotebook ’super-dotato’ prodotto dalla taiwanese Dialog. Questo piccolo mostro, sfortunatamente, insieme alla ricchezza di porte, alla presenza di uno slot per SIM e di ampie funzioni wireless, e allo schermo in alta risoluzione ha di suo un prezzo ben più alto di quello che siamo abituati a riscontrare nel mercato dei portatili e persino dei subnotebook.
Successivamente al lancio dei primi FlyBook, la nuova generazione di UMPC (Ultra Mobile PCs) ha tentato di colmpare il vuoto ancora esistente fra i portatili tradizionali e i troppo compatti computer palmari, ma si è dimostrata semplicemente una riedizione del Tablet PC con legami molto accentuati con i dispositivi per la riproduzione di contenuti multimediali.
In mezzo a tutto ciò, ecco arrivare Asus con il suo EEE (E3 for short) PC, un piccolissimo notebook dalle caratteristiche ridotte al minimo ma ancora abbastanza potente e soprattutto offerto a un prezzo di ’soli’ 399.99 dollari o 299 euro, insmma una sorta di ‘OLPC per tutti’.
Come ho immaginato in una sorta di ipotetico ‘incontro-dibattito fra il settore marketing e il settore tecnico di Asus’ (che pubblicherò a breve), deve esserci stata una lunga e ponderata valutazione dei pro e dei contro sull’inclusione o l’esclusione di particolari caratteristiche e funzioni prima della produzione e del lancio ufficiale dell’EEE PC, ma i risultati di questa scelta meditata sono stati una rivelazione anche per un utilizzatore di lunga data di computer portatili e compatti quale il sottoscritto.

Cosa manca nell’EEE PC di Asus
Comincerò questa recensione con una metodologia totalmente opposta a quella tradizionalmente adottata nella scrittura di un articolo di prova di un prodotto, ovvero elencando ed esaminando le caratteristiche NON presenti nell’Asus EEE PC. Come scoprirete presto, però, queste non rappresentano una brutta notizia per chi ha deciso di adottare questo piccolo, adorabile mostro di tecnologia.
Cominciamo quindi con l’elenco delle caratteristiche assenti. Ecco cosa NON troverete nell’EEE PC:

  1. un hard disk ‘vero’ e capiente
  2. una o più porte firewire
  3. un modem interno
  4. un sistema di connessione Bluetooth
  5. uno schermo tattile
  6. un drive-masterizzatore CD/DVD interno
  7. uno slot di espansione qualsiasi (PCMCIA o simile)

Compact and lightweight the Asus EEE PC subnotebook is also very easy to use and kids-proofSe esaminate e valutate attentamente le caratteristiche (mancanti) che ho appena elencato, non vi sarà difficile scoprire che la maggior parte di esse è superflua o comunque non realmente indispensabile in un subnotebook progettato per soddisfare la maggior parte delle esigenze di un ‘comune utilizzatore’ di PC nella sua giornata tipo.
Per esempio, i dischi fissi capienti sono in genere utili agli ’scaricatori folli’ oppur agli utilizzatori ‘professionali’ di PC che svolgono attività intensive dove è necessaria l’elaborazione di file particolarmente ‘pesanti’ (come immagini in alta risoluzione, campioni audio di alta qualità o sequenze video in alta definizione). Sono le stesse due categorie di utilizzatori appena descritte che avranno, ovviamente, una maggiore necessità di un masterizzatore interno e di porte firewire.
I modem analogici tradizionali, poi, stanno subendo (anche nei computer portatili) lo stesso processo di estinzione dei driver per floppy disk o delle porte parallele e seriali. Chi acquista oggi un dispositivo portatile è sicuramente più propenso a collegarsi attraverso reti wireless, a casa o sul lavoro, mentre le reti cablate fanno ormai quasi sempre uso di una porta Ethernet o al massimo USB. Parlando di wireless, per quanto ancora uno standard diffuso soprattutto fra gli utilizzatori di cellulari, il Bluetooth è una caratteristica sempre meno richiesta sui computer portatili soprattutto per le frequenti difficoltà di ‘accoppiamento’ con smartphone o comuni cellulari che rendono il suo utilizzo un’esperienza spesso frustrante quando non funziona al primo tentativo (il che, sfortunatamente, accade quasi sempre).
Anche la scelta di adottare un sistema operativo come Linux sull’EEE PC (di cui parlerò più avanti) ha probabilmente inciso a suo modo su questa scelta di evitare l’inclusione del componente Bluetooth, viste le difficoltà che sarebbero sorte nella configurazione per la maggior parte degli utenti.
Ultimo ma non meno importante, il touch screen sembrerebbe un ingrediente fondamentale nella ricetta per un dispositivo mobile di successo, ma l’esperienza mi ha insegnato che se tale caratteristica si può dimostrare vincente su un PDA (con o senza stilo) è rarament altrettanto efficace su uno schermo più ampio e su un dispositivo più grande e pesante, anche se si tratta di un leggerissimo EEE PC con display da sette pollici. In effetti, come leggerete più avanti nell’articolo, il touchpad presente nella tastiera dell’EEE PC fa spesso rimpiangere l’assenza di un sistema di controllo basato su schermo tattile, ma chiutilizza un EEE PC si abitua rapidamente al sistema di input (che sarà migliorato con la prossima generazione di EEE PC) dimenticando e perdonando i suoi progettisti per l’assenza dello schermo tattile.
Infine, relativamente all’assenza di uno slot di espansione, ho già avuto modo di sottolineare come l’obiettivo, nella progettazione di questo portatile, sia stato soprattutto l’essenzialità e la semplicità, del resto oggi più che mai l’espandibilità di un computer, anche portatile, può essere garantita anche semplicemente dalla presenza di porte USB vista la ricchezza di periferiche e accessori basati su tale standard.

Cosa troverete in un EEE PC
Ma cosa acquistiamo, allora, con i nostri 399.99 dollari o 299 euro? Eccovi la risposta in termini di caratteristiche hardware, infatti passo ad elencare tutto ciò che, al contrario di quanto elencato sopra, è prsente in un Asus EEE PC 701:

  1. un nitidissimo display LCD da 7 pollici con risoluzione nativa 800×480 e retroilluminazione LED
  2. un disco interno ‘a stato solido’ (SSD) da 4 GB oppure 8 GB
  3. 512 MB o 1 GB of RAM espandibili a 2 GB (con alcune riserve riguardo a Linux)
  4. un processore Intel Celeron-M ULV 353 a 900 Mhz con ‘downclock’ a 630 MHz
  5. tre porte USB 2.0
  6. un’uscita VGA per monitor esterno
  7. altoparlanti e microfono integrati e porte per cuffie e microfono esterno
  8. uno slot per schede SD (Secure Digital)
  9. una webcam da 0.3 Megapixel VGA in grado di catturare fino a 30 fps
  10. una batteria a 4 celle agli Ioni di Litio da 5200 mAh e 7.4 Volt che garantisce fino a tre ore e mezza di autonomia
  11. un sistema operativo e software gratuiti e Open Source basati su Linux

Non vi è alcun dubbio che quest’ultima caratteristica abbia influenzato in modo particolare l’economicità dell’Asus EEE PC, soprattutto se si considera a quanto ammonta il rimborso che molti acquirenti di notebook hanno ottenuto dichiarando la loro volontà di estirpare Windows dal computer appena acquistato e rinunciare alla relativa licenza d’uso a favore du un SO basato su Linux.
Anche se non altrettanto ‘economica’, la scelta di adotare un disco principale di tipo SSD al posto di un comune hard disk si è tradotta, tuttavia, nella totale assenza di rumore nell’accesso in lettura-scrittura e, cosa particolarmente utile nei dispositivi mobili, una maggiore resistenza agli urti che protegge i dati e i programmi durante il trasporto. Le capacità di 4 e 8 GB, che hanno aiutato a tenere bassi i costi di produzione globali, si dimostrano in genere sufficienti per ospitare un sistema operativo compatto e ottimizzato come la distribuzione di Xandros adottata per l’EEE PC, mentre la prsenza di uno slot SD e di ben tre porte USB 2.0 offrono l’opportunità di acquisire la preziosa abitudine di tenere i propri dati fuori dalla macchina e magari in doppia copia su pendrive e schede SD, memorie di massa sempre meno costose, ricorrendo eventualmente all’adozione di volumi o cartelle criptati e protetti da password giusto per un tocco finale di ’sana paranoia’.
Inoltre, come leggerete più avanti nell’articolo, l’uso di un EEE PC sembra il modo ideale per diventare utilizzatori intensivi del Web 2.0 e fare ampio uso delle applicazioni e dei sistemi di archiviazione on-line come Google Docs e servizi simili.
Even the 7 inches EEE PC 4G display offers enough estate and crispness to satisfy most usersMa bando alle ciance e cominciamo con l’esame del display, i cui sette pollici possono sembrare troppo pochi a chi è abituato a stare di fronte a uno schermo LCD tradizionale. In effetti, i documenti di testo, le pagine Web e i fogli di calcolo vengono visualizzati su un’area schermo dall’ampiezza orizzontale soddisfacence grazie alla risoluzione di 800 pixel, e con una leggibilità e navigabilità nel complesso apprezzabile. A volte le pagine Web subiscono un leggero accavallamento nei testi in orizzontale, per esempio con Gmail o Google Reader, ma la facilità di scrolling, il rendering del testo nel software incluso e la qualità cristallina del display fanno perdonare quasi subito qualsiasi piccola imperfezione come questa.
La potenza del processore, anche abbinata ai 512 MB di RAM di base, offre una considerevole velocità di esecuzione anche grazie al rapido accesso a dati e programmi garantito dall’unità SDD e alla notevole ottimizzazione di Linux e in particolare di questa versione (distributione o distro) di Xandros. Non preoccupatevi riguardo al cosiddetto ‘underclocking’ (sottodimensionamento) della CPU, in quanto l’autonomia delle batterie è strettamente connessa con la potenza di elaborazione e spesso è necessario un buon compromesso fra velocità e risparmio energetico per aumentare l’efficienza dei dispositivi mobili. Infatti lo standard di autonomia dell’EEE PC di Asus di oltre 3 ore può essere ulteriormente esteso disattivando o riducendo alcune funzioni (per es. il wireless, l’audio, la luminosità del siplay, l’accesso allo slot SD, ecc.).
L’audio viene riprodotto generalmente in modo fluido, e l’accoppiata di webcam e microfono/altoparlanti incorporati nell’EEE PC si dimostra davvero efficace quando utilizzata con Skype oppure per produrre video clip compatti, per esempio un videomessaggio per YouTube o simili.

EEE PC: un subnotebook vincente
Ma come si pone l’Asus EEE PC di fronte ai subnotebook tradizionali che abbiamo visto affollare gli scaffali dei negozi e le pagine Web negli ultimi anni? Se, come ho fatto io durante la prova, lo mettete di fianco a un FlyBook, per esempio, scoprirete prsto che manca della maggior parte di quelle caratteristice e di quei componenti che hanno decretato il successo del subnotebook di Dialogue nonostante il suo alto prezzo, ma vi accorgerete anche come nessuna delle caratteristiche mancanti nell’EEE PC sembra veramente importante nell’uso quotidiano per la maggior parte degli utilizzatori di subnotebook, come avete già letto nel commento che ho fatto al primo elenco di quest’articolo, dove appunto descrivevo ciò che manca nell’EEE PC.
Asus EEE PC keyboard is small but easy to get used to and definitely better than those found on many expensive subnotebooksPer esempio, nel corso di queste due settimane ho scoperto com’è facile abituarsi alla piccola tastiera dell’EEE PC, e il fatto che questo articolo è stato redatto sui suoi tasti ne è una prova lampante, mente soprattutto a causa delle mie mani piuttosto grandi ho trovato particolarmente scomoda, durante mesi d’uso quotidiano, i tasti del FlyBook, anche se le due macchine usano una tastiera che ha più o men le stesse dimensioni globali (in effetti l’area occupata dai tasti del FlyBook è persino un po’ più ampia di quella dell’EEE PC). Probabilmente è una questione di design e un ruolo decisivo viene giocato dal feedback dei tasti. Il touchpad non è altrettanto comodo, tuttavia, sicuramente a causa delle sue dimensioni ridotte, ma l’area di scorrimento posta sul lato destro aiuta abbastanza, e c’è sempre da tener conto delle dimensioni particolarmente generose delle mie mani/dita che potrebbero rendere un po’ troppo personale questo giudizio.
The trackpad used on the EEE PC is small and sometimes uncomfortable, but offers a practical scrolling sidebarPosso comunque affermare senza ombra do dubbio che questo piccolo ‘pad’ è un’alternativa senz’altro validissima all’orribile pomello di controllo presente, per esempio, sui FlyBook della prima serie, che in mancanza di un touchpad (per la sciocca decisione di aumentare l’area del display mettendo gli altoparlanti stereo sopra la tastiera) offriva un mini-joypad stile ThinkPad. Queste mie considerazioni dovrebbero anche rispondere, in parte, ai lamenti di chi ha criticato Asus per aver collocato la coppia di altoparlanti sui due lati del display e per la superficie che questi ‘rubano’, anche perché costoro non hanno forse riflettuto abbastanza sulla scelta ‘economica’ di adottare uno schermo da 7 pollici sull’EEE PC giustificata dal tentativo di mantenere il prezzo globale del prodotto più basso rispetto a quello medio dei subnotebook. Inoltre, come ho già scritto ho trovato il display da 7 dell’EEE PC molto più leggibile di quello da 9 pollici del FlyBook’s, probabilmente grazie alla maggiore nitidezza dell’immagine e all’assenza del substrato di materiale ’sensibile al tocco’ che potrebbe sottrarre nitidezza al display.
La connettività dell’EEE PC funziona in modo particolarmente intuitivo e fluido tanto nelle connessioni cablate quanto in quelle senza fili, in quanto il sistema operativo e il software offrono sistemi di intercettazione e collegamento molto efficienti sia su WiFi sia su Ethernet. L’assenza di un modem interno o della connettività Buetooth è giustificata anche in questo caso da una volontà di tenere bassi i costi, e ovviamente entrambi possono essere aggiunti adottando piccoli ed economici accessori oggi facilmente reperibili sul mercato. La filosofia di Asus con il suo EEE PC è stata, soprattutto, quella di non caricare le tasche degli acquirenti con costi relativi a caratteristiche e componenti che non erano richiesti e che possono in ogni caso essere aggiunti in seguito da chi li ritiene necessari per le sue particolari esigenze.
C’è chi ha criticato, inoltre, l’instabilità dell’EEE PC se utilizzato come ‘laptop’, ma con una dimensione di 225 × 165 × 35 millimetri e meno di 1 chilogrammo (920 grams, più precisamente) di peso chi può pretendere di mantenere stabilmente un EEE PC su una superficie instabile? In questo momento sto scrivendo mentre tengo l’EEE PC sulle gambe da seduto, e nonostante le mie manone non mi trovo assolutamente a disagio nella scrittura e nella postura.
Una caratteristica che molti si aspettavano nel’EEE PC era un sistema di raffreddamento non basato sulla classica ventola, considerata l’assenza di hard disks e drive ottico o di altre parti elettroniche in movimento, e considerati anche i bassi consumi. Quanto la piccola ventola si avvia, quindi, si rimane un tantino delusi. Tuttavia, si finisce per apprezzarne la presenza e sopportare il comunque basso rumore quando l’EEE PC comincia a surriscaldarsi e trasmettere il suo calore alle gambe su cui poggia (nonostante l’underclocking, il che lascia ampia immaginazione riguardo all’iniziativa, di qualcuno, di riportare la frequenza del processore a livelli standard).
Come player multimediale l’EEE PC ha mostrato prestazioni ottime anche nella riproduzione, per esempio, di un film in DivX da pendrive, senza perdita di fotogrammi, rallentamenti o intoppi nell’audio. Non ho provato le sue capacità di lettura da un’unità ottica DVD/CD esterna in quanto sono certo che la maggior parte degli utilizzatori non adotterà mai una soluzione tanto scomoda dopo aver fatto tanto per conquistare compattezza e praticità d’us con un subnotebook. L’audio prodotto dagli altoparlanti integrati, tuttavia, è sufficiente più che altro per la chat vocale quindi non apsettatevi di usarlo per riprodurre in alta fedeltà la vostra musica preferita (se proprio vi occorre un player audio di qualità poco costoso relatevi un iPod shuffle, e siate felici).
Proseguendo con il confronto con altri subnotebook e con il FlyBook in particolare, l’EEE PC vince senza riserve per il suo fantastico rapporto prezzo-prestazioni: ammettiamolo, dove potrete mai acquistare un subnotebook nuovo di zecca e degno di tale definizione a un prezzo così ridicolo? Potrebbe invece capitarvi di rimpiangere prsto, per esempio, l’investimento da ‘bene di lusso’ di un FlyBook, il cui schermo tattile (che sicuramente incide notevolmente sul costo del prodotto) non mi ha mai ha mai veramente entusiasmato o soddisfatto durante le prove e l’utilizzo quotidiano, e il cui schermo da 9 pollici e con risoluzione 1024×600 può diventare una tortura per i vostri occhi e non dimostrarsi mai veramente adatto alla lettura orizzontale o verticale di documenti ed eBook. A proposito della rotazione del display, approfitto per segnalare la possibilità di farlo sull’EEE PC quando è installato Windows XP, essendo questa funzione compresa nelle opzioni del software che controlla il chipset grafico. Come scoprirete in un altro articolo che sto per dedicare all’uso dell’EEE PC come lettore di eBook, quest’attività sul subnotebook di Asus è senza dubbio una di quelle più apprezzabili, anche se in verticale non è il massimo, tuttavia ho intenzione di proseguire con i test relativi e potrò completare l’articolo appena riesco a mettere di nuovo le mani su un EEE PC. Ho già dovuto dire addio (anzi, arrivederci, almeno spero) al modello ricevuto in prova per la recensione, e potete certamente comprendere la mia tristezza.
Prima di concludere queste riflessioni sul confronto fra l’Asus EEE PC e altri subnotebook, vorrei darvi qualche esempio di prezzo ricavato da prodotti della ‘concorrenza’.
Una ricerca relativa ai subnotebook in genere produce un elenco di modelli che spaziano dai 7 pollici degli UMPC ai 12 pollici di alcuni laptop compatt, me nessuno di questi prodotti riesce a collocarsi sotto una fascia di prezzo fino a tre volte quella dell’EEE PC.
Certo, i subnotebook della ‘concorrenza’ offrono una CPU di potenza almeno doppia, un capiente hard disk, un masterizzatore DVD e Windows (argh!) Vista con licenza, ma chi ha bisogno davvero di queste cose quando tutto ciò che gli occorre è una macchina compatta e leggera in grado di collegarsi a Internet, dotata dei principali strumenti per la produttività personale e d’ufficio e in grado di gestire degnamente contenuti multimediali rendendo nello stesso tempo gradevole l’esperienza ‘mobile’ di tali attività?
Senza voler menzionare di nuovo il tanto decantato FlyBook di Dialogue (oops, l’ho appena rifatto!) potremmo, per esempio, dare un rapido sguardo al subnotebook Fujitsu Siemens LifeBook: il modello P7230 offre un processore Intel Core Duo da 1.2 MHz, 1 GB di RAM, hard disk da 80 GB e schermo da 10.6 pollici, modem e masterizzator DVD interni, Bluetooth, porta firewire port e opzioni per il doppio avvio Vista/XP.
Tutte queste caratteristiche per un prezzo a dir poco esorbitante di circa 2000 euro, una somma che vi porta a casa una macchina sicuramente più ingombrante e pesante (circa 299 x 272 x 200 mm per 1,3 Kg) rispetto all’economico EEE PC, e la maggior parte di esse forse non vi sono neanche realmente necessarie o comunque saranno utilizzate con poca frequenza o almeno non tale da giustificare un loro acquisto immediato piuttosto che la successiva adizione graduale all’occorrenza.
Asus è riuscita a ridurre le dimensioni, il peso, le caratteristiche E il prezzo di un subnotebook fino a renderlo adatto alla maggioranza degli utilizzatori che da una vita attendono l’occasione per possedere una macchina piccola e leggera ma abbastanza potente da soddisfare le loro esigenze informatiche quotidiane.

Le due facce dell’EEE PC
Come forse avrete già sentito dire o letto, l’EEE PC di Asus usa (almeno fino a questo modello) una versione o ‘distribuzione’ di Linux chiamata Xandros e basata sull’interfaccia grafica e l’ambiente KDE e IceWM. I progettisti di Asus, tuttavia, hanno saggiamente deciso di adottare una speciale ‘modalità semplificata’ applicandola sopra il normale ambiente Desktop di Linux creando così un’esperienza gradevole e un accesso facile e immediato anche per coloro che non hanno mai utilizzato un computer e che magari ne sono stati lontani per il timore di combinare inavveritamente qualche disastro. Le icone grandie colorate dell’interfaccia standard presente sull’EEE PC sono raggruppate in quattro sezioni principali (Internet, Lavoro, Studio, Gioco) e collocate in altrettanti pannelli seguiti da due altri dedicati alle Impostazioni e ai Preferiti, dove quest’ultimo diventa un modo semplice di personalizzare e rendere più comodo il proprio ambiente d’uso raggruppando le icone/applicazioni richiamate più di frequente. Persino l’accesso ai file sul disco interno SSD o sulle memorie flash esterne viene gestito attraverso una temporanea finestra che sparisce una volta concluse le operazioni di memorizzazione, lettura o copia/spostamento/rinomina tornando alla precedente interfaccia a icone che ricorda quella di molti cellulari e smartphone. Qualcuno ha descritto questa interfaccia come simile a quella di alcuni PDA, ma si può ricollegare molto più a quella che il System del Macintosh di Apple offriva anni fa di serie a chi voleva proteggere, per esempio, il Mac dall’accesso di persone inesperte o dai bambini lasciando disponibili solo le funzionalità desiderate.
Non è trascorso molto tempo, però, prima che qualcuno scoprisse e renderesse noto il sistema per scavlcare le limitazioni giustamente imposte dall’interfaccia utente dell’EEE PC permettendo l’accesso all’ambiente standard di Xandros, tipico dell’interfaccia grafica KDE e di conseguenza molto simile al Desktop grafico di quasi tutte le altre distribuzioni di Linux e, in vari modi, di altre interfacce come quella di Windows o Mac OS X. Questo ‘trucco’ ha offerto l’opportunità, a molti utenti evoluti, di agire in profondità nel sistema operativo dell’EEE PC e di sperimentare con Xandros e altri sistemi operativi così come hanno sempre fatto su altri computers o addirittura con maggiore entuasmo e divertimento.
Questo approccio a due livelli è sicuramente un altro punto a favore dell’EEE PC e ha contribuito a decretarne il successo, rendendolo adatto tanto agli utilizzatori poco esperti quanto agli ’smanettoni’ che così possono adattarlo alle proprie esigenze individuali.

EEE PC = Mobilità 2.0
Un altro aspetto interessante dell’EEE PC di Asus è il modo in cui finalmente si è riusciti a trasformare in esperienza tangibile e quotidiana il concetto del ‘network computer’, adattandosi perfettamente alla filosofia del cosiddetto Web 2.0 e al concetto di SAS (Software As Service), in cui le applicazioni e i documenti sono spesso consevati in remoto accedendovi attraverso reti locali o Internet e facendo sì he la macchina si trasformi in una ‘interfaccia intelligente’ fra gli utenti e le applicazioni e servizi di archiviazione offerti oggi dal Web. Potete utilizzare l’EEE PC come piattaforma autonoma e auto-sufficiente, quindi, oppure ampliarne le possibilità interfacciandolo con i servizi del Web 2.0 come Google Docs, ZOHO e simili. Alcune delle icone presenti nella sezione Internet dell’interfaccia si collegano, non a caso, proprio a servizi di questo tipo.
L’abitudine di usare quotidianamente il Web 2.0 e le applicazioni o l’archiviazione on-line può diventare un enorme vantaggio consentendovi di avere i vostri dati e le informazioni sempre disponibili anche quando vi collegate da un’altra postazione, per esempio un PC desktop in ufficio o a casa o un Internet Cafè.

Riassumendo: cosa l’EEE PC può e non può fare per voi
Quindi, prima che decidiate se acquistare il piccolo grande subnotebook di Asus, proviamo a elencare la maggior parte delle attività che sarà possibile o impossibile realizzare sull’EEE PC quando lo tirerete fuori dalla sua confezione. Siete ovviamente invitati, in quanto utilizzatori di EEE PC o aspiranti tali o addirittura detrattori, a lasciare commenti e aggiungere voci all’una o all’altra lista. Cominciamo, quindi.

L’EEE PC NON è l’ideale per:

  • aiutarvi a gestire l’elaborazione professionale di video o la produzione di rendering 3D per oggetti e scene complesse (meglio un MacBook Pro in questi casi)
  • trasformarsi in una pratica macchina videoludica per i giochi di nuova generazione (meglio una PS3 o una XBOX 360)
  • riprodurre film da DVD o masterizzare CD e DVD (procuratevi un PC o un PVR)
  • garantire l’interfacciamento con stampanti, scanner e altre periferiche di vario genere (se proprio dovete farlo installate Windows o aspettate il prossimo modello di EEE PC)

L’EEE PC è perfetto per:

  • collegarsi facilmente a Internet via porta Ethernet o reti WiFi trasformandosi nella macchina ideale per la navigazione sul Web o il chatting
  • leggere e scrivere su memorie flash come pendrive o schede SD, per esempio per un fotografo digitale che vuole tenere sotto controllo i suoi scatti in ogni momento archiviandoli
  • tenervi al sicuro da viruse, cavalli di Troia e altre minacce della Rete (finché ci lasciate sopra Linux)
  • diventare uno splendido emulatore portatile di retro-computer e retro-gaming smanettando un po’ con Linux o installando Windows
  • trasformarsi in una simpatica ‘cornice digitale’ da tenere sulla scrivania mente non lo usate e visualizzare con uno screen saver le vostre foto preferite
  • riprodurre film in DivX da pendrive e schede SD
  • accedere a dischi fissi e masterizzatori DVD esterni via USB
  • tenervi alla larga dai disastri che un uso improprio del sistema operativo e del software può provocare (a men che non accediate come Super User dalla riga di comando del Terminale, ma in tal caso dovreste sapere cosa state facendo)
  • aiutarvi in tutte le vostre attività produttive con applicazioni gratuite per gestire documenti da ufficio e altri programmi utili
  • funzionare da lettore di eBook
  • diventare un’eccellente piattaforma sperimentale per hacker e smanettoni vari, oppure un utile strumento di assistenza e manutenzione di reti e postazioni informatiche per i tecnici, o semplicemente un piccolo ma efficiente server a basso consumo per chi fa un uso intensivo di Internet e dei programmi di file sharing
  • trasformarsi in un ‘ambiente di lavoro’ portatile da utilizzare su una o più postazioni ‘fisse’ (composte da tastiera e mouse USB, disco fisso esterno USB e monitor)
  • avviarsi da scheda SD o pendrive per utilizzare vari sistemi operativi nello stesso tempo senza modificare quello principale
  • rivelarsi un’ottima macchina per presentazioni in sessioni di training o conferenze collegandolo a proiettori con ingresso VGA
  • aiutarvi a scoprire i vantaggi di Linux e apprezzare quelli del software open source
  • diventare la piattaforma ideale per giornalisti e autori in generale (che scrivono per la stampa o il Web)
  • aiutarvi a dimenticare il sogno di possedere un OLPC e risparmiare comunque un bel po’ di denaro

EEE PC o non EEE PC? Ora decidete VOI!
Bene, a questo punto tocca a voi decidere, ma sono sicuro che non vi pentirete della vostra decisione qualora decideste di adottare un EEE PC e che tornerete qui per leggere notizie, trovare consigli e consultare articoli dedicati al vostro prim, economico, subnotebook, appena riuscirete a trovarne uno (compito non facile visto l’incredibile successo dell’EEE PC).